Il blog di TicinoEnergia inaugura una serie di interviste ai Membri del Comitato dell’Associazione. Le loro competenze ed esperienze ci guideranno nell’approfondimento di temi diversi, attraverso un confronto fatto di domande e risposte. Ad aprire la serie è Giovanni Bernasconi, Presidente dell’Associazione TicinoEnergia e Direttore della Divisione dell’ambiente del Cantone Ticino, a cui abbiamo chiesto di commentare la strategia energetica e climatica cantonale, i suoi obiettivi al 2050 e le sfide da affrontare.
Intervista a Giovanni Bernasconi
Qual è la visione alla base della strategia energetica e climatica del Cantone Ticino?
Ritengo che oggi si sia maggiormente consapevoli che occorra porre un’attenzione particolare alle scelte che ognuno di noi può fare in ambito energetico e climatico. Inoltre, i mutamenti climatici in atto e l’attuale situazione energetica impongono una politica energetica e climatica più incisiva in tutti gli ambiti, dando un’ulteriore accelerazione alla transizione energetica. Ed è in quest’ottica che è stata delineata la politica energetica e climatica cantonale. Di conseguenza la conversione dei vettori di energia di origine fossile verso vettori di energia da fonti rinnovabili e il più possibile indigeni, assume ed assumerà sempre più un ruolo predominante e prioritario non solo per evitare un ulteriore deterioramento del clima, ma anche per garantire, per quanto possibile, un’indipendenza dalle fonti energetiche estere, siano esse fossili o rinnovabili, e conseguentemente un approvvigionamento più sicuro.
Guardando al 2050, quali sono i principali obiettivi che il Ticino vuole raggiungere?
Tendere verso un Cantone il più possibile indipendente energeticamente, neutrale climaticamente e predisposto ai mutamenti climatici entro il 2050 è l’indirizzo di fondo del PECC. Ciò si traduce nei seguenti obiettivi strategici: la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra legate ai consumi di energia (carburanti e combustibili fossili) pari al 90% rispetto al 2008; una riduzione dei consumi di energia in tutti i settori, per una riduzione globale che arriva al 37% per rapporto al 2008; un aumento importante della produzione di energia elettrica dal fotovoltaico e l’ottimizzazione della produzione dall’idroelettrico cantonale alfine di garantire la copertura dei consumi dovuti alla maggiore elettrificazione nel settore della produzione di calore (pompe di calore) e della mobilità (l’energia termica da fonte rinnovabile copre il 26% del fabbisogno, il 63% è coperto da energia elettrica rinnovabile).
Quali sono i settori nei quali sarà necessario intervenire maggiormente nei prossimi anni?
Al settore della mobilità e degli edifici, in particolare le palazzine a reddito, occorrerà prestare grande attenzione, poiché responsabili di più del 60% dei consumi. Anche nel settore dei processi produttivi, energivoro per sua natura, e dei commerci e servizi bisognerà investire maggiormente poiché, in base ai vari scenari analizzati evidenziano una riduzione dei consumi limitata. In generale sarà importante sostenere la ricerca e lo sviluppo tecnologico nei settori del Power-to-X e dei sistemi di accumulo di energia, sia termica che elettrica.
Come potrà il Ticino ridurre la propria dipendenza energetica e, allo stesso tempo, garantire un approvvigionamento energetico sicuro e sempre più rinnovabile?
Questo è proprio, come detto, l’indirizzo di fondo della politica energetica e climatica cantonale. Oltre a continuare a promuovere, sia finanziariamente che a livello di sensibilizzazione e consulenza, la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili, si dovranno migliorare le condizioni quadro per la sua messa in atto. Si pensi alle procedure autorizzative e all’accettazione da parte della popolazione.
Inoltre, bisognerà investire nelle reti elettriche e nei sistemi di accumulo, in particolare al pompaggio nel settore idroelettrico, per gestire al meglio possibili situazioni di penuria di energia elettrica durante il periodo invernale.
Quali sono oggi le principali sfide che potrebbero rallentare questa trasformazione?
Tra le principali sfide è favorire una maggiore consapevolezza del fatto che la politica energetica e climatica è fatta da ognuno di noi, con le proprie scelte e le proprie azioni. Far sì che il cittadino possa scegliere senza condizionamenti è il conseguente problema che bisognerà affrontare: un’informazione oggettiva, una consulenza professionale, l’accesso ai finanziamenti, in definitiva l’eliminazione degli ostacoli cognitivi e finanziari è la grande sfida, affinché si scelga non solo perché rende ma perché è giusto.
Che contributo possono dare concretamente cittadini, Comuni, imprese, aziende energetiche e altri attori del territorio al raggiungimento di questi obiettivi?
Ognuno di noi dovrebbe diventare energeticamente abile nel senso che dovremmo essere in grado di fare delle scelte strategiche efficaci per un uso efficace dell’energia (quante lampade ho bisogno per illuminare un locale), di misure tecniche di efficienza energetica (evidentemente lampadine a basso consumo) e di modalità comportamentali orientate al risparmio energetico (da accendere quando c’è effettivamente bisogno).
Che si sia direttori di azienda, proprietari di casa, gestori di un Comune, è necessario forse ancora un cambio di mentalità, più sensibile alla politica energetica e climatica.
Conclusioni
Come emerge dalle parole di Giovanni Bernasconi, la transizione energetica passa anche dalle scelte di ciascuno di noi. TicinoEnergia si impegna nell’informare e accompagnare i cittadini con lo scopo di favorire questa transizione e agevolare la popolazione nello svolgimento di questo percorso. Tra i servizi offerti, la consulenza orientativa gratuita permette di chiarire i propri dubbi e ricevere prime indicazioni sulle soluzioni energetiche più adatte alle proprie esigenze.
Il prossimo appuntamento della serie sarà con Enrico Rossi, Membro del Comitato dell'Associazione TicinoEnergia e Responsabile della Formazione Continua del Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI.

